Alessandro Natili, candidato nella lista Europa in Comune nel prossimo Congresso di +Europa

 

Prendo spunto dall’articolo di oggi firma di Mario Staderini “Al manifesto di Calenda preferisco le lotte di Cappato”, pubblicato su FB da Radicali & Dintorni, per argomentare sul concetto di identità politica, intesa come esperienza condivisa e senso di appartenenza a valori e programmi unificanti di un gruppo politico rappresentato da una  leadership. 
Se guardiamo alle vicende del PD, in cerca di un elettorato e di un leader, a Renzi, che minaccia scissioni mentre si nasconde dietro la foglia di fico dei Comitati di Azione Civici, a Calenda, che lancia un fronte civico “apartitico”,  e a +Europa, che si avvia al congresso fondativo del partito, durante il quale verrà eletto il segretario tra una rosa di 3 candidati, è ovvio che i partiti dell’area progressista, dopo la sconfitta delle ultime elezioni e con un colpevole ritardo rispetto all’elezioni europee prossime, stanno cercando una identità.
L’identità può basarsi sull’autenticità, o su una costruzione meramente fittizia. Per definirsi “autentica”,  l’identità deve rifarsi principalmente alla storia e quindi usa il passato per definirsi. In mancanza di un’autenticità evidente, l’identità si costruisce generalmente tramite il modello oppositivo-costruttivo: individua un soggetto contro cui lottare e nella lotta si definisce. Il fronte “repubblicano” contro i populisti è un esempio di costruzione identitaria, che proprio perché si definisce “contro”, rischia invece di avere l’effetto di favorire l’avversario nella competizione elettorale, ricompattandolo. 
Anche +EUROPA nel corso del congresso di Milano del 25-27/1/2019 cercherà di definire meglio  la propria identità prendendo decisioni sul segretario e sulle proposte di modifica allo Statuto presentate da più liste. Siccome la scelta del segretario implica l’adozione da parte del partito di una visione generale circa il programma politico ed eventuali alleanze post-elettorali, mi auguro, che il nascente partito non sia subito soffocato facendolo conferire in un generico Fronte europeista. Sarebbe una sconfitta per il paese, per la politica progressista e per +Europa. 
Staderini nel suo articolo riporta che “ l’unica possibilità perché alle elezioni europee si realizzi un fatto nuovo che allarghi l’offerta politica complessiva e recuperi pezzi di partito del non voto, è che Marco Cappato riesca ad essere eletto Segretario di +Europa” , il che farebbe del nascente partito ”il motore di un progetto più ampio ed ecologista”.
Ecco, l’identità di Marco Cappato può dirsi autentica, nel senso che è stata costruita “dal di dentro”, nella sua attività politica da sempre basata sulla difesa dei diritti civili e dell’ambiente,  aperta al dialogo e alla non-violenza, disponibile verso il progresso scientifico e la difesa dignità umana.
Non vorrei che invece l’omologazione alla fine prevalga in sede congressuale e si ceda al miraggio del fronte anti-sovranista sulla base di chissà quali improbabili successi elettorali, privando così il paese di una voce “autentica” e disperdendo i valori rappresentativi dei tre partiti oggi federati in +Europa.