Minniti ha reso le commissioni che esaminano le domande di protezione internazionali strumento esclusivo del Ministero dell’Interno facendo un favore a Salvini.
Dal luglio 2018 le Commissioni Territoriali, gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale nominate con decreto del Ministro dell’Interno, non hanno più una loro parziale autonomia essendo composte, a seguito di un concorso del settembre 2017 voluto dall’allora Ministro Minniti, esclusivamente da funzionari del Ministero.
In precedenza erano invece sì presiedute da un funzionario della carriera prefettizia ma composte oltre che da un funzionario della Polizia di Stato anche da un rappresentante di un Ente territoriale designato dalla Conferenza Stato-Città ed autonomie locali (proveniente spesso da organizzazioni con esperienze dirette nell’accoglienza) e da un soggetto designato dall‘U.N.H.C.R. (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), persone non direttamente dipendenti dal Ministero e quindi in condizione di autonomia per esprimere anche pareri discordanti
Chiediamo si ritorni a commissioni composte anche da figure indipendenti dal Ministero dell’interno, che non siano potenzialmente condizionate da una precisa linea politica sui migranti richiedenti protezione. Figure provenienti dalle organizzazioni operanti sul territorio individuate dai Comuni garantirebbero, come già in passato, maggiore eperienza diretta nel rapportarsi con le difficoltà di chi raggiunge il Paese.